La rinascita del Rally Slot

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Il Rally slot è morto. Viva il Rally Slot!
Potremmo intitolare così un articolo che parli di uno dei settori più discussi dell'intero panorama slottistico nazionale: si perchè all'estero o lo si fa oppure non lo si prende nemmeno in considrazione. Stiamo parlando, appunto, del Rally, ovvero una categoria che in questi anni ha incontrato alti e bassi accogliendo i malumori di chi lo pratica e anche di chi cerca di allestire un campionato.

Ci eravamo tanto amati.
Un sottotitolo perfetto. Poche parole per "raccontare" quello che nel nord ovest della nostra penisola era diventato il rally: un campionato tra Piemonte e Valle d'Aosta apertosi poi anche ad altre regioni italiane, mantenendo però sempre viva la sua natura con la quale era stato pensato.
Una serie di gare, sicuramente discusse, che hanno messo in contatto i migliori slottisti italiani di numerosi club come il Bi-Model, Gsb, Vr Slot, Issogne, Calabroni Rossi e molti altri con partecipazioni a volte spot, a volte più radicate.

E allora? Com'è andata a finire?
Che tutto quello che è stato fatto abbia avuto termine, questo no: non lo possiamo proprio dire. Semmai possiamo ipotizzare a una forma di torpore, sia sportivo che commerciale, che ha fatto cadere in letargo i molti appassionati che poco alla volta si sono allontanati da curve, tornanti, farina, pezzi autocostruiti e molto altro per reinventarsi sul circuito, dove sono riusciti a placare la loro voglia di essere ... diversi.
Diversi nel pensiero di quello che possa essere, o diventare, una gara.
Diversi nel modo di trovarsi, di comunicare, di gestire le emozioni.
Diversi nel modo in cui al posto di arrabbiarsi con un commissario per la sua lentezza nel rimettere in pista una vettura, si crea un apposito premio per la "mano lesta".
Diversi nel modo di vedere lo slot.
Ecco che allora, la domanda che ci siamo posti all'inizio, "com'è andata a finire", trova una risposta nella realtà quotidiana delle esigenze di mercato che sempre più spesso propinano vetture assolutamente veloci, in grado di esaltare le doti dei più esperti, ma che sempre meno "trasmettono emozioni".

Tutti a casa!
Un bel titolo. si potrebbe lasciare il lettore fermo su questo punto ad esprimere le sue condiderazioni.
Tutti a casa; tre parole che per quasi tutti significano una cosa sola: basta.
Se però queste parole assumono un significato diverso, un significato quasi piacevole dove trovare la fiammella del torpore che abbiamo lasciato qualche riga sopra, allora forse, dentro di noi esiste l'anima del "rally-slottista".
Per una ristretta cerchia di persone il tutti a casa è un modo di trovarsi. Un modo di dire che ci porta a costruire speciali, perchè per ogni buon rallysta non esistono piste ma speciali da correre, a casa di uno o dell'altro. Non importa dove, come, se fa freddo o si suda. Bastano quattro curve e un paio di rettilinei e il gioco è fatto.
Lo spirito competitivo ci assale: sereno, costruttivo e anche goliardico a sbeffegiare chi ha fatto l'uscita di troppo per poi trovarsi poco dopo nelle stesse condizioni.
E ancora li, a "non mollare mai" anche quando è notte fonda e ormai dopo una giornata di Campionati Italiani" c'è chi lancia la sfida "dei 15 volts" e si fa al primo che esce. Come i bambini. Come quando vincevi ed eri "il campione del Mondo".
Questo è lo spirito del "tutti a casa", lo spirito di chi sa ancora competere divertendosi.

Il bello della Fenice
Da molti tirata in causa, da altrettanti priva di significato. Noi qui vogliamo dare a questo simbolo un significato forte e preciso: ci siamo e stiamo lavorando per far rinascere li rallyslot.
Un messaggio forte. Un messaggio che per molti non ha significato, ma che per altrettanti assume un peso enorme.
Sono giorni, questi, di fine 2016 in cui abbiamo deciso di dire basta.
Basta con le continue lamentele. Basta con il voler a tutti i costi trovare il modo di competere con vetture che hanno fatto epoca per non allontanarci dal nostro sogno. E' ora di dire basta e di costruire un sogno nuovo.
Una nuova realtà che possa far riemergere un settore di nicchia e portarlo agli splendori di un tempo.

I Calabroni Rossi e il Rally Slot
Parte da qui la voglia di rimettersi in gioco.
Parte da un gruppo di persone che ha sempre creduto nel rally e anche oggi, con la nuova sede, la pista in legno da velocità e qualche nuovo iscritto, trova sempre lo spazio di allestire tre speciali.
"Nel corso della stagione 2016, a partire da settembre, dopo varie vicessitudini che ci hanno portato a cambiare tre sedi nel corso di un anno e mezzo, ci siamo rimessi in carreggiata e abbiamo subito pensato di fare un campionato rally. Mancava però la novità. Nel pensare con cosa correre ci siamo riaffidati alle vecchie Nicno che però ormai hanno i loro anni e non ci divertono più. Da qui allora l'esigenza di creare una nuova categoria, valutando quelle che oggi sono le produzioni dei vari brand.
Abbiamo subito visto che marchi storici come Scx, Superslot, Carrera producono vetture Wrc moderne. Noi all'epoca non le avevamo nemmeno prese in considerazione per via della scarsa competitività ma oggi, grazie ai telai 3d, possono trovare la giusta dimensione per crescere e farci divertire. Ci siamo messi subito all'opera per creare un campionato con queste vetture. La strada è difficile anche perchè sono modelli a noi sconosciuti dove occorre fare numerosi test per trovare l'equilibrio tra le varie produzioni e non ridurre il tutto a un monomarca. In arrivo presso la nostra sede ci sono Polo, Mini, Ds3, Fiesta e anche la Hyndai i20, forse fra tutte la più discussa per via del nuovo materiale con cui è costruita, in fibra, tipo vetroresina. Ma è così che possiamo, passo dopo passo, costruire qualche cosa che possa nuovamente farci divertire. Telai 3d di diverse marche, motori, gomme e altri componenti sono tutti al vaglio e già a gennaio saremo in grado di indicare per ogni vettura un "indice di competitività" che possa essere confrontato per appianare le discrepanze più macroscopiche. Da parte di tutti c'è la volontà di fare, di costruire e di portare avanti, una cosa rara di questi tempi. L'idea di coinvolgere abche Club lontani c'è. Costruire una sorta di "campionati locali", divisi per zone per poi trovarsi assieme nell'unico Campionato Italiano ci piacerebbe non rimanesse un'utopia. Noi proporremo, una volta redatto nei minimi particolari, il "nostro" WRC moderno, e chi vorrà potrà adottare questo regolamento. Manca per tutti una linea guida: credo che non si possa stare li ad aspettae che ci si metta tutti d'acordo. Si deve fare e poi, se tutto funziona, il resto verrà da se. Sicuramente manca tanto a questo ramo dello slot a livello immagine ma ci stiamo organizzando anche per questo e abbiamo qualche freccia al nostro arco che ci permetterà una visibilità a 360°"
Parole che arrivano da un responsabile dello slot club astigiano e che sicuramente riaccendono le speranze in ognuno di noi di ritornare a gareggiare sulle speciali che hanno regalato forti emozioni.

Stay tuned!
Concludiamo questo articolo con una frase dei giorni nostri. Con una frase che traduce un pensiero.
Con una frase che suona come un regalo di Natale per chi, come noi, vuole far riaccendere la fiammella dell'entusiamo per essere, ancoera una volta, "campione del Mondo"