La nostra storia

Una lettura per chi ne ha voglia che vi porterà a scoprire un gruppo incredibile.

La storia dello Slot Club astigiano “Calabroni Rossi” assomiglia più a un romanzo d’altri tempi che a un normale sodalizio fra amici con in comune la stessa passione.

Nel lontano 1996 un gruppo modellistico astigiano, capitanato da Giuseppe Mossino, trova una sede per costruire la prima pista slot. Ci ospita il bar Red Tower, il quale ha come proprietario uno sfegatato slottista che ci mette a disposizione una sala del locale al piano superiore dello stesso. La pista non è grandissima, una due corsie interamente Polistil con un’estensione di circa 15 metri. Iniziano li le prime competizioni in amicizia, senza nessuna velleità agonistica. Ben presto si sparge la voce e cominciano così ad arrivare i primi appassionati. Già nel 1997 si è in grado di stilare ben tre campionati diversi, articolati in svariate prove ciascuno, con montepremi finale rappresentato da alcuni modelli gentilmente concessi da Mossino. Si correva, all’epoca, con le calamite montate sulle vetture. I motori erano in fantastici Toro Rosso e Evo3 da più di 25.000 giri/min; alle volte una sola calamita non era sufficiente a tenere in strada questi bolidi e allora se ne piazzavano altre, collocate in posizioni strategiche per conferire la giusta aderenza in pista. Erano gli anni delle Scalextric inglesi, con le prime vetture ad avere le luci montate, un vero e proprio spettacolo, e delle Fly, uno stupendo capolavoro modellistico.

Come spesso accade nella vita, una sera il gestore del Red Tower ci comunica l’imminente chiusura del locale. La pista viene smontata in fretta e furia e spostata provvisoriamente nel negozio modellistico di Mossino in attesa di una sua futura collocazione. Passa un anno ma nel 1999 riusciamo a trovare una nuova collocazione per la costruzione del tracciato. Ormai i soci dello slot club sono tanti e dunque, anche entusiasti di avere trovato una sala veramente grande in un bar-circolo di Vaglierano, si raccolgono tutti i pezzi che ognuno ha a disposizione per costruire la pista più grande finora mai vista da ciascuno di noi. Si lavora duramente per quasi 3 mesi e finalmente il “mostro” è pronto. La pista Polisti a 4 corsie misura 49 metri di sviluppo e ha alcuni rettilinei da 8 metri. Tutto pronto allora per ricominciare. Prima però serve un nome, come ogni associazione che si rispetti. La scelta cade sul nome del bar-circolo, e da quel momento nasce lo Slot Club Asti Calabroni Rossi.

Finalmente una sede come si deve, con una pista da fare invidia anche ai più blasonati slot club piemontesi. Intanto gli iscritti aumentano e gli amici portano altri amici tanto che in un solo anno lo slot club Calabroni Rossi arriva a comprendere 22 persone.
Iniziano i campionati veri, quelli in cui occorre lottare duramente per raggiungere il podio. Il livello agonistico cresce a dismisura tanto che alcuni soci decidono di tentare la fortuna anche al di fuori del territorio astigiano.

Nel 2000 sono Christian Daniele, Maurizio Maggiora, Maurizio Massasso. Davide Ledda, Simone Baroni, Fabio Mattina e Massimo Torchio a portare il nome dello Slot Club Asti Calabroni Rossi, in quel di Borgomanero, con la partecipazione all’intero campionato S.C.B. Cup che alla fine vedrà come miglior risultato un secondo posto di Massimo Torchio. Sempre nel 2000 si va a correre anche a Valduggia per una gara DTM e in occasione di Telethon, Davide e Massimo partecipano all’evento organizzato dall’amico Umberto Borredon a Novara per conto della Banca Popolare di Novara.
A inizio 2001 un equipaggio composto da Davide Ledda, Maurizio Massasso e Massimo Torchio, uniti ad altri tre componenti dello Slot Club di Borgomanero, Nico Zanatta, Leo Moro e Fabio Moratelli, partecipano ad una gara unica nel suo genere: una Endurance GT 24H. La gara è difficoltosa e i nostri piloti non sono abituati a correre in condizioni di assoluto buio, guidati solamente dai fari delle autovetture che si trovano in pista, ma, con la tenacia che li contraddistingue riescono a piazzarsi al 4° posto.

L’entusiasmo si ripercuote su tutto lo Slot Club fino a organizzare nella primavera del 2002 la prima gara DTM Regionale che vede al via equipaggi provenienti da Slot Club di tutto il Piemonte.
Sembra ormai un’ascesa continua ma non sarà così:di li a pochi mesi, per via di alcune vicende intercorse tra il gestore del bar-circolo e alcuni membri dello slot club ci si ritrova nuovamente in mezzo a una strada.
Questa volta la ferita è profonda. Parte della pista è stata “smontata” in malo modo e messa alle intemperie, così come i 4 trasformatori che davano corrente alle corsie: inutilizzabili.
Senza una sede e senza una pista gli amici dello slot club pian piano si allontanano tra loro, perdendosi di vista, come accade in situazioni di questo genere.
Ma la fiammella che li ha fatti incontrare nel lontano 1996, nonostante gli anni passati, è ancora viva e basta uno spiraglio per far passare quell’ossigeno che in un attimo alimenterà nuovamente la loro passione. Siamo nel 2009. Siamo ripartiti con la voglia di sempre, anzi, questa volta faremo ancora meglio, è una promessa.

E infatti in poco tempo si riesce a trovare una sede adeguata per ospitare tavoloni, cavalletti, alimentatori e tutto l'occorrente per poter correre con le nostre amatissime automobiline.
Si parte con una pista Polistil ma ben presto questa diventa piccola e quindi si decide per un acquisto in blocco di pezzi, nuovamente Polistil da aggiungere alla precedente.
Si costruiscono così due tracciati: uno più tortuoso, con parti in salita e uno pianeggiante ma più lungo, per sfidarci nelle gare DTM e GT.

La svolta avviene quando un gruppo di persone decide di partecipare ai Campionati Italiani Rally. Questi sono sempre "i soliti noti", ovvero Maurizio Massasso, Davide Ledda, Maurizio Maggiora, Massimo Torchio ai quali si aggiunge anche Alessandro Pregno nella sola gara prevista per la categoria WRC.
Inutile dire che l'entusiasmo per questa manifestazione è notevole e tornati in sede, dopo una prima riunione tra tutti si decide la direzione da prendere e seguire: il Rally Slot.
Partono i lavori e i tracciati di prima vengono ben presto modificati, aggiungendo dossi, pietre, e anche quell'amata farina che in passato ci aveva tanto divertiti.
Sull'onta rallystica ben presto le piste diventano tre e all'inizio del 2011 si decide anche per l'acquisto dei primi pezzi di pista di casa Ninco.
Si parte anche con le prime gare OPV e nella prima occasione del Rally OPV Storico Maggiora Maurizio compie un miracolo, vincendo con forza la manifestazione.
La coppa OPV CUP passa dunque ai Calabroni Rossi.

Da qui si parte per una serie di gare rallystiche che portano il segno dei Calabroni.
Il trofeo OPV ormai è anche "cosa nostra" fin tanto che ci è stato chiesto di organizzare nella data del 22/23 ottobre 2011 la finale del Campionato.
Il meccanismo si è ormai messo in moto nel migliore dei modi.
Tutto è preciso, tutto è pronto per far ripartire i Calabroni Rossi.
E arriva anche la notizia di una sede più grande e spaziosa di prima. Si riparte dunque, al seguito del riposo estivo muniti di Pennello e stracci, pronti a pulire e imbiancare nuovamente i locali dello Slot Club.
Da San Grato ci spostiamo nei locati di Sessant, più vicini ad Asti, più luminosi e spaziosi. Possiamo finalmente gestire con facilità 6 tracciati rally con un adeguato spazio per poter permettere a tutti la manutenzione sulle vetture prima e durante la gara.
Sono due anni stupendi. Due anni in cui tutto sembra filare per il verso giusto. Si organizzano campionati, manifestazioni e nel frattempo si trova lo spazio per partecipare a gare importanti vincendo diversi titoli di Campione Italiano in diverse specialità. La velocità non ha mai del tutto abbandonato i Calabroni Rossi, da quel lontano "Slottodromo" di Vaglierano. Alla prima occasione infatti si trova la possibilità di partecipare alla nostra prima 24 ore in grande stile. Arrivaimo penultimi. Non importa. L'importante era finire la gara e ce l'abbiamo fatta.
Torniamo in sede con mille idee ma queste vengono subito sopite dai gestori del circolo di Sessant dove siamo stati ospitati per diverso tempo che da un giorno all'altro ci lasciano senza un posto in cui stare.

Dobbiamo per l'ennesima volta fare fagotto. Sappiamo tutti il passo da compiere. E' dura ma ce la faremo. Decidiamo infatti di affittare i locali. Si parte con un piccolo magazzino ma ben presto lo spazio si rivela poco e i soci iniziano a stufarsi. Grazie al buon cuore del proprietario dei locali riusicamo ad ottenere un altro posto. Non ci sembra vero ed oggi siamo ospitati sempre a Sessant in un locale di oltre 100 m2 al primo piano di uno stabile.
La voglia traballa e alle volte fa brutti scherzi. E' difficile soprattutto poter sostenere le spese che arrivano di mese in mese aggravate dal freddo nel periodo invernale.
Ma siamo certi che ce la faremo anche questa volta, come sempre del resto.

Siamo duri a morire, siamo i Calabroni Rossi!