Il circuito dei Calabroni Rossi regala un’altra serata da batticuore: sfida epica tra Torchio, Maggiora e Ballocci, con La Spada pronto a sorprendere
C’è un’energia speciale che vibra nell’aria quando il semaforo rosso si spegne e i bolidi scattano dalla griglia. Al circuito astigiano dei Calabroni Rossi, la quarta tappa del Campionato Classic ha trasformato una tranquilla sera d’estate in un’arena infuocata, dove solo i nervi d’acciaio e il sangue freddo hanno potuto decidere le sorti della gara.
Dieci vetture in totale, due batterie da brivido, cinque minuti per corsia e un solo obiettivo: vincere. Un format che non lascia scampo, che premia chi sa domare la pressione giro dopo giro, chi sa leggere la pista come una mappa segreta.
Questa volta a scrivere il suo nome sull’albo d’oro è stato Torchio, che con la sua McLaren Elva Can Am ha danzato leggero tra le curve e ha bruciato i settori con la precisione di un orologio svizzero. Un totale di 114 giri e 25 settori, numeri che raccontano una serata quasi perfetta, ma dietro quei numeri si nasconde una battaglia feroce.
Maggiora e Ballocci non hanno mai mollato un centimetro. Sin dal primo giro hanno imposto un ritmo incandescente, mettendo Torchio sotto pressione come una molla pronta a scattare. Maggiora ha concluso secondo, con 112 giri, stesso bottino per Ballocci che ha dovuto fare i conti con qualche errore di troppo proprio nel momento decisivo.
Il momento clou arriva nell’ultima batteria: Maggiora è in testa dopo aver completato tutte le corsie, ma la gara è tutt’altro che chiusa. Sul ring restano Torchio e Ballocci, chiamati a superare la soglia psicologica imposta dal leader provvisorio. Ballocci parte deciso, ma un paio di imprecisioni spezzano il sogno. Torchio invece tiene la calma, concentra ogni energia e sfodera un finale magistrale da 29 giri, una serie di passaggi puliti e aggressivi che lo catapultano davanti a tutti.
Dietro a questo terzetto infuocato, si fa largo La Spada. Il giovane pilota astigiano è ormai la sorpresa che non sorprende più. Ogni gara si avvicina sempre di più al podio, mostrando un bagaglio tecnico in continua evoluzione e una freddezza da veterano. Gli manca solo quel pizzico di esperienza per osare davvero fino in fondo, ma il talento c’è, la grinta pure. Presto lo vedremo lottare per la vittoria assoluta.
Da segnalare anche l’ottima prova di Fiorucci, che sembra finalmente aver fatto quel passo in avanti che ogni pilota sogna: il momento in cui si smette di inseguire e si comincia a combattere davvero. Fiorucci è stato protagonista a lungo, anche al comando della propria batteria, salvo un leggero calo nelle ultime battute che gli ha negato la soddisfazione della vitoria di batteria. Ma la strada è tracciata.
Serata amara invece per Sorge e la sua Ferrari. Una macchina difficile, ribelle, che non ne voleva sapere di stare in pista. Ma chi conosce Sorge sa che non si arrende mai: stringe i denti, combatte, e riesce a completare comunque una gara dignitosa, non troppo distante dai migliori. Un finale che lascia l’amaro in bocca, ma anche tanta voglia di rivincita.
Tra gli altri, spiccano Massasso e Bodo, capaci di superare il muro dei 100 giri: un traguardo simbolico che, su un circuito così tecnico, regala sempre un sorriso e un pizzico di orgoglio personale.
Con una sola gara ancora da disputare, la classifica generale diventa una vera polveriera. Maggiora rimane in testa, ma solo per due punti su un Torchio ormai carico a molla e pronto al sorpasso finale. La Spada e Ballocci si trovano appaiati, pronti a battagliare fino all’ultima curva per il terzo gradino del podio.
Nella categoria Over60, Ballocci guida con autorità, seguito da Salemi e Bottino che non mollano un metro.
Ora è tempo di pausa estiva per lo Slot Club: una meritata cena di gruppo per celebrare la stagione 2024 così intensa e sorprendente, occasione per premiare i migliori piloti sia della pista che del rally.
Ma già si sente il rombo dei motori in lontananza. A settembre si torna a correre, con un finale che promette di essere esplosivo. Il campionato è più vivo che mai e nulla è ancora deciso. Solo una cosa è certa: ci sarà da emozionarsi.



